Semiotica dell’hijab tra Oriente e Occidente
Simona Stano, Sotto il velo dei media. Semiotica dell’hijab tra Oriente e Occidente, con prefazione di Massimo Leone, “Quaderni di donne e ricerca” n. 25, CIRSDe, 2012.
Estratto dalla prefazione:
“In molte culture, gli esseri umani nascondono, a seconda delle circostanze, alcune parti del proprio
corpo. La variabilità di questi pattern di visibilità e invisibilità è immensa, sia nella diacronia che
nella sincronia. Si va dalla completa visibilità del nudista in spiaggia al nascondimento totale del
corpo del motociclista in casco, guanti e tuta. Senza contare che nascondere o mostrare il corpo
significa nasconderne o mostrarne non solo la forma statica ma anche quella dinamica, la forma che
emerge dal movimento corporale: anche il nudista adotterà posture che esibiscono certe parti del
corpo più di altre.
Le cause del nascondimento del corpo sono anch‟esse molteplici. Esso può essere invisibile
come conseguenza del fatto che lo si vuole proteggere da agenti esterni oppure perché lo si vuole
proteggere da uno sguardo, o meglio dalle conseguenze di questo sguardo. Tali cause sono così
intrecciate che non è possibile districarle. Inoltre, poiché la protezione del corpo da uno sguardo
implica indirettamente la sua desiderabilità da parte di esso, paradossalmente si può nascondere un
corpo anche per affermarne la desiderabilità e dunque attirare lo sguardo e le azioni che esso
cagiona.
In ogni modo, non appena un corpo più o meno visibile è sottoposto allo sguardo diventa un
fatto semiotico. Il pattern di visibilità e invisibilità che lo caratterizza diviene materia
d‟interpretazione. L‟interpretazione coinvolge non solo il pattern in sé ma anche gli oggetti tramite i
quali si realizza: gli indumenti, la loro forma, il loro colore, il loro materiale, la loro posizione
rispetto al corpo.
Nonostante la straordinaria varietà diacronica e sincronica delle modalità del nascondimento
e dell‟ostensione del corpo e quella ancora maggiore degli indumenti che la rendono possibile, tali
modalità tendono a organizzarsi secondo aree uniformi, in maniera analoga a quanto occorre con le
forme del linguaggio verbale. Individui appartenenti a una stessa epoca e a uno stesso contesto
socio-culturale mostrano pattern simili di visibilità e invisibilità del corpo.”