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In tutti i convegni
in cui uomini politici, funzionari dell'UE, rappresentanti del terzo settore,
dei sindacati, esperti di formazione, ecc. si riuniscono per discutere
il futuro lavorativo dell'Europa da alcuni anni un tema ricorrente è
quello relativo alla formazione a distanza, all'e-learning, al web based
training che, sembra, attende tutti noi, per tutta la nostra vita futura,
in un percorso continuo e ciclico di formazione - aggiornamento - lavoro.
Questa è, per i professionisti della formazione, allo stesso tempo
una buona e una cattiva notizia: buona perché, evidentemente, nel
futuro ci saranno molte possibilità lavorative per gli esperti
del settore, cattiva perché queste nuove modalità formative
ci aspettano a tempi brevissimi e non riguardano, quindi, solo i giovani
che si stanno formando in questi anni e che avranno, si presume, confidenza
con il web, i computer e soprattutto con metodi formativi diversi dalla
classica lezione frontale.
Chi dovrà affrontare la formazione e la ri-qualificazione a distanza
in tempi brevi è la massa di adulti che non ha, oggi, confidenza
né con il web, né con Internet né, molto più
semplicemente, con metodi formativi attuali. Ancora più preoccupante
è il fatto che saranno coinvolti in queste nuove modalità
formative docenti, tutor, formatori, insegnanti, organizzatori che attualmente
lavorano "in presenza" e la cui alfabetizzazione informatica
è in genere simile a quella di coloro che saranno formati/qualificati.
Le considerazioni illustrate in questa relazione scaturiscono da una esperienza
relativa a un settore specifico, quello socio-sanitario. Questo settore
rappresenta in modo emblematico la massa di persone che a tempi brevi
usufruirà di corsi a distanza, in quanto il livello di conoscenza
della formazione a distanza sia nelle figure professionali che organizzano
la formazione e l'aggiornamento, sia in quelle che ne usufruiscono, e',
in genere, molto basso.
Introduzione
Aspetti critici della formazione tradizionale
Vantaggi
della FaD
Il docente
Il tutor
L'organizzatore
Riflessioni conclusive
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